
Natale giunge lamentoso
su soglie di cartamoneta e odio.
"Bevete coca-cola,comprate balocchi
e quisquillie:Accenderanno le vostre feste!"
Creeranno un bell'effetto sotto l'abete stretto
da luci,vi faranno dimenticare cosa sia vivere
sereni e in armonia.
E lo chiamiamo Natale lo spegnersi
di fiammelle d'affetto,
l'accendersi di fuochi di paglia,
l'odore dolce amaro d'amore sincero,
le lacrime di disperazione di chi mendica
giustizia nella corruzione.
Babbo Natale calpesta con la sua slitta
le carminie terre di Baghdad,
le speranze clandestine verso l'Italia,
la vana illlusione che la guerra finisca...
Eppure si sente ancora un lieve trillo di campanelli
e nel buio di una grotta la magia di un vagito si
ripete ogni anno,nell'ombra,nel sacro silenzio
di un mondo troppo caotico.
(pezzi di zefiro al sole)

Quante volte avresti voluto gridare con voce ardita ciò che gli occhi hanno inumidito nelle lacrime?
Quante volte avresti voluto pronunciare un Sì soffocato da tanti pensieri,ammutolito da un solenne NO,più conveniente,ma che ha
profondamente solcato il tuo animo,il tuo essere?
Quante volte ti sei ritrovato solo in una moltitudine di volti,di parole,di suoni spezzettati,mentre i tuoi pensieri viaggiavano oltre?
Quante volte hai sentito la freddezza e l'ipocrisia di un caloroso abbraccio pervaderti gli angoli più reconditi dell'animo?
Quante volte versi lacrime celate da finti sorrisi e senti che il cuore può scoppiarti da un momento all'altro,polverizzarsi,ma non
disperdersi?
Eppure continui a sorridere, a credere in qualcosa che possa risollevarti da questo gravoso compito che svolgi dal primo vagito,ti
dimeni,inciampi, ti ridesti e impettito vai incontro alla vita!Sai che esisti,che pensi,che vivi,che piangi,che ridi,che nonostante tutto la tua
strada è lunga e va sempre avanti...Ma cosa sei misero straccio di eventi?Cosa ti distingue da una qualsiasi altra cosa oltre il tuo essere
UOMO?Che saranno mai queste 4 lettere accostate da un sospiro divino e distrutte in un pugno di cenere?
Intanto si VIVE,si MUORE il resto è avvolto da una spessa coltre di nebbia che segna greve il nostro limite tra l'esistere e il non essere
ancora o il non essere più...
(sussurri al vento)