
Seduta,
nel tepore di Agosto,auto sfrecciano veloci,rimbomba il silenzio estivo.
SOLITUDINE si espande nelle vie,per le stradine di campagna,cospargendo l'erba fresca delle sue lacrime al tramonto.
Mi osservo intorno e vedo solo riflessi che s'infrangono sui vetri,mentre cercando di dire qualcosa,che non sia una buona
parola o un gesto d'affetto,ma che feriscono,trafiggono le spalle e le fanno sanguinare di pus e marcio...
Agosto,le sue vane speranze,promesse ad un cielo stellato,le notti passate a cercare la luna,i giorni incantati senza
preoccupazione alcuna e un tormento nel cuore,per l'ipocrisia dilagante.
In mano un bicchiere, gelido,semivuoto,riflette lo squallore ,la meschinità del luogo natio,gli sgorbi visi di chi passando
ti sorride ,ma cela derisione nei suoi occhi.
Ti senti in trappola,le parole annaspano sulle labbra e carchi in un dilemma la via d'uscita,tra pagine ingiallite ritrovo
parole amiche che mi sussurrano decise:"NON TI CURAR DI LORO ,MA GUARDA E PASSA!".Quanto son vere,ma così
difficili da mettere in pratica...
(sussurri al vento)

Chi sei tu?
Mi guardi negli occhi,
dici di leggermi le iridi
e non senti il mio cuore.
Pensi di conoscere il segreto
d'un sorriso,
ma non scorgi
la malinconia velata
che lo riveste.
Scrosti amarezza dalle mie lacrime,
scosti la gioia
in allusive sentenze,
assolute,
disinteressate...
Eppure ho sentito
nei tuoi scintillii
il pulsare di speranze,
ho visto nei tuoi rossori
l'incanto di giorni consumati,
assaporo nella tua umida frescura
l'inconsistenza di un tempo
che mi trova a rimirarti,
luminoso,fiero,
nel tuo inamidato mantello
di stelle estive!
(pezzi di zefiro al sole)

Quando non sai più cosa dire,
le parole ti si strozzano in gola,
le senti tagliuzzare,smembrare la tua
voce...
Rigoli di rimpianti scendono
dagli occhi,
inermi,
gridano la loro strutta rabbia
in rumorosi silenzi
che rimbombano nella mente.
Mi specchio nella mia amarezza,
deforme di pensieri,
lotto,
mi dimeno,
chissà che non ci sia una via d'uscita?
(pezzi di zefiro al sole)

Accarezzo,
sfilo con cura
la sottile consistenza di
sete more,
scruto iridi scure,
seguo le linee carnose
di due dolci labbra.
Assaporo profumi intensi,
lambisco la carne,
esalo il cuore d'aromatici
sospiri.
Sussurro al vento,
grido alla luna,
catturo le stelle nei tuoi gemiti,
mi sfuggi,
ti perdi nella mia solitudine,
ritrovo dita affusolate sul viso,
gocce scendono dai tuoi occhi...
lacrime o stille di ricordi?
(pezzi di zefiro al sole)